"Vini siciliani:
la storia che
diventa futuro"

Secondo la rivista Forbes, il futuro dell'enologia italiana è molto promettente. Livia Hengel, redattrice della nota testata, ha riconosciuto la Sicilia come la principale regione vinicola del nostro Paese. La redattrice spiega perché l'isola merita il primato: ha saputo preservare la sua identità culturale, ma allo stesso tempo guardare al futuro con ottimismo e creatività. Nel corso degli anni, la Sicilia ha dimostrato di avere una forte attenzione verso l'innovazione e la sostenibilità, investendo in tecnologia e sviluppo sostenibile. Per questo, è tuttora riconosciuta come uno dei paesi più all'avanguardia al mondo in termini di innovazione e di ricerca di soluzioni innovative. Ecco quanto emerge dall'approfondimento firmato da Hengel. La Sicilia è quindi un vero e proprio "continente vinicolo", un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano.

"Vini siciliani: la storia che diventa futuro"

Secondo la rivista Forbes, il futuro dell'enologia italiana è molto promettente. Livia Hengel, redattrice della nota testata, ha riconosciuto la Sicilia come la principale regione vinicola del nostro Paese. La redattrice spiega perché l'isola merita il primato: ha saputo preservare la sua identità culturale, ma allo stesso tempo guardare al futuro con ottimismo e creatività. Nel corso degli anni, la Sicilia ha dimostrato di avere una forte attenzione verso l'innovazione e la sostenibilità, investendo in tecnologia e sviluppo sostenibile. Per questo, è tuttora riconosciuta come uno dei paesi più all'avanguardia al mondo in termini di innovazione e di ricerca di soluzioni innovative. Ecco quanto emerge dall'approfondimento firmato da Hengel. La Sicilia è quindi un vero e proprio "continente vinicolo", un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano.

 

Sicilia: sovrapporre tutto e mai cancellare

Ricordare quanto si è fatto per preservare il patrimonio enologico siciliano è un grande bene. Un esempio è dato dal Grillo, un vitigno autoctono che veniva utilizzato esclusivamente per il Marsala e che gli addetti ai lavori hanno deciso di rilanciarlo, trasformandolo nel simbolo dell'enologia siciliana. Accanto al Grillo, bisogna ricordare anche il Nero d'Avola, capace di produrre vini eleganti e unici. Queste due varietà rappresentano solo una parte delle uve autoctone siciliane, se ne contano ben 70 e sono salvaguardate e studiate nell’Orto Botanico di Palermo, patrimonio inestimabile. In Sicilia, così, passato e futuro si incontrano e i suoi vini guardano al futuro con ambizioni concrete.

Sambuca di Sicilia, Monte Adranone

A soli mille metri dai filari di proprietà degli Urso si trova lo straordinario palmento rupestre di epoca ellenistica all'interno del Bosco della Risinata. Unico in Sicilia per la sua monumentale ricchezza, costituisce uno straordinario esempio di manufatto della cultura materiale delle popolazioni di cultura greca e punica, e ci racconta di un'economia protostorica in cui la coltivazione della vite e la produzione del vino erano alla base della ricchezza di Selinunte e delle aree rurali a essa collegate (la cosiddetta Khora selinuntina), insieme all'olivo e al frumento. Il palmento risale con molta probabilità al periodo greco, si parla del III-IV secolo a.C., ed era un'antica cantina, dove si pigiava l'uva e si faceva il mosto, scavata nella roccia calcarea. 2500 anni fa, in questa località sopra il lago Arancio, si coltivava la vite e si produceva il vino. In Europa, 2500 anni fa, la vite si coltivava solo nel sud, forse solo in Sicilia.

Vino di colore e odor di rosa, mescolato all’acqua ti mostra stelle fra raggi di sole. Con esso cacciai le cure dell’animo con una bevuta il cui ardore serpeggia sottile quasi inavvertibile.

Ibn Hamdīs
Siracusa o Noto, 1056 (circa) – Maiorca, 1133

Sicilia: sovrapporre tutto e mai cancellare

Ricordare quanto si è fatto per preservare il patrimonio enologico siciliano è un grande bene. Un esempio è dato dal Grillo, un vitigno autoctono che veniva utilizzato esclusivamente per il Marsala e che gli addetti ai lavori hanno deciso di rilanciarlo, trasformandolo nel simbolo dell'enologia siciliana. Accanto al Grillo, bisogna ricordare anche il Nero d'Avola, capace di produrre vini eleganti e unici. Queste due varietà rappresentano solo una parte delle uve autoctone siciliane, se ne contano ben 70 e sono salvaguardate e studiate nell’Orto Botanico di Palermo, patrimonio inestimabile. In Sicilia, così, passato e futuro si incontrano e i suoi vini guardano al futuro con ambizioni concrete.

Sambuca di Sicilia, Monte Adranone

A soli mille metri dai filari di proprietà degli Urso si trova lo straordinario palmento rupestre di epoca ellenistica all'interno del Bosco della Risinata. Unico in Sicilia per la sua monumentale ricchezza, costituisce uno straordinario esempio di manufatto della cultura materiale delle popolazioni di cultura greca e punica, e ci racconta di un'economia protostorica in cui la coltivazione della vite e la produzione del vino erano alla base della ricchezza di Selinunte e delle aree rurali a essa collegate (la cosiddetta Khora selinuntina), insieme all'olivo e al frumento. Il palmento risale con molta probabilità al periodo greco, si parla del III-IV secolo a.C., ed era un'antica cantina, dove si pigiava l'uva e si faceva il mosto, scavata nella roccia calcarea. 2500 anni fa, in questa località sopra il lago Arancio, si coltivava la vite e si produceva il vino. In Europa, 2500 anni fa, la vite si coltivava solo nel sud, forse solo in Sicilia.

Vino di colore e odor di rosa, mescolato all’acqua ti mostra stelle fra raggi di sole. Con esso cacciai le cure dell’animo con una bevuta il cui ardore serpeggia sottile quasi inavvertibile.

Ibn Hamdīs
Siracusa o Noto, 1056 (circa) – Maiorca, 1133
 

Ieri come oggi

Ieri come oggi, ci sono sempre stati e ci saranno sempre dei valori condivisi nella nostra famiglia. Questi valori sono importanti per noi poiché ci danno un senso di sicurezza e ci permettono di essere uniti. Abbiamo sempre rispettato la nostra “terra” con lealtà, generosità, gentilezza e sempre amato il nostro lavoro; valori che cerchiamo di trasmettere anche ai nostri figli. Siamo consapevoli che questi principi sono la base su cui si fonda una famiglia forte. Inoltre, abbiamo sempre posto una grande enfasi sull'importanza del rispetto l'uno per l'altro e sull'importanza di essere una squadra.
Questi valori sono alla base del nostro legame familiare, sia oggi che ieri.

Ieri come oggi

Ieri come oggi, ci sono sempre stati e ci saranno sempre dei valori condivisi nella nostra famiglia. Questi valori sono importanti per noi poiché ci danno un senso di sicurezza e ci permettono di essere uniti. Abbiamo sempre rispettato la nostra “terra” con lealtà, generosità, gentilezza e sempre amato il nostro lavoro; valori che cerchiamo di trasmettere anche ai nostri figli. Siamo consapevoli che questi principi sono la base su cui si fonda una famiglia forte. Inoltre, abbiamo sempre posto una grande enfasi sull'importanza del rispetto l'uno per l'altro e sull'importanza di essere una squadra.
Questi valori sono alla base del nostro legame familiare, sia oggi che ieri.